4 - John Scopes: il processo alla scimmia

John Scopes: il processo alla scimmia

Negli anni a venire, John Thomas Scopes, si sarà probabilmente chiesto chi glielo aveva fatto fare di scatenare un simile casino. Nato nella religiosissima America del 1900, il giovane John dalla sua fattoria di Paducah nel Kentucky si spostò ben presto in Illinois per poi, una volta cresciuto, ritornare a casa dove ottenne la laurea all’università locale.

In seguito, come nelle migliori tradizioni a stelle e strisce, John ripartì e questa volta per accettare un incarico come supplente occasionale e allenatore di football nel liceo della contea di Rhea a Dayton, nel Tennesee. Nel corso della sua vita avrà modo di pentirsene amaramente.

Il Tennessee fa parte di quella che viene definita la Bible Belt, la cintura della Bibbia, dove appunto Scopes, per tutta la carriera da insegnate, dovette scontrarsi con con il Tennessee’s Butler Act, una legge che vietava di insegnare la Teoria dell’Evoluzione di Charles Darwin nelle scuole pubbliche, perché in aperto contrasto con i principi creazionistici che imperavano in quel periodo.

Come detto, occasionalmente, John Scopes faceva da supplente. Ogni volta che accadeva, soprattutto durante le ore di biologia, non riusciva a fare a meno di chiedersi se fosse giusto continuare a insegnare ai ragazzi teorie che non avevano nulla di scientifico come i principi creazionistici. 

A risolvere i suoi dubbi e a dargli la spinta per intraprendere un percorso che lo porterà nei libri di storia fu l’incontro con i rappresentanti dell’American Civil Liberties Union (Unione Americana per i Diritti Civili ndr). Da tempo cercavano il modo di scardinare questo anacronismo nel sistema scolastico del Tennessee e, per questo, si offrivano di finanziare la difesa in tribunale per chiunque fosse stato accusato di aver insegnato Darwin.

Non sappiamo quanto durò il travaglio interiore di John ma di sicuro era uno a cui non piaceva obbedire alle ingiustizie: quella legge andava fermata. Così convinse alcuni dei suoi studenti a testimoniare di fronte ad un giudice che aveva spiegato ai suoi alunni che l’uomo discendeva dalla scimmia, che era frutto di un’evoluzione che affondava le sue radici in milioni di anni di storia e che, no, la Bibbia non doveva essere presa alla lettera in tutto e per tutto.

John Scopes aveva 24 anni e non aveva idea delle conseguenze che questo suo atto di disobbedienza avrebbe avuto.

A leggerne oggi, quello che fu definito lo Scopes Monkey Trial (il Processo alla Scimmia ndr) fa sorridere. Per il nostro John fu un vero e proprio inferno! Il processo si tenne a Dayton nel luglio del 1925 e fu uno dei primi processi mediatici della storia. Tutto il mondo voleva esserci per sapere come sarebbe andata a finire mentre, dentro e fuori dall’aula e in ogni angolo del paese, lo scontro tra creazionisti ed evoluzionisti si infiammava. Il processo fu il primo nella storia ad essere trasmesso in diretta radio e si protrasse per otto giorni.

Contrariamente a quello che il buon senso potrebbe dirci, John Thomas Scopes fu dichiarato colpevole e condannato a pagare l’astronomica, per l’epoca, cifra di 100 dollari. Sentenza successivamente rivista e annullata per vizio di forma.

L’immagine professionale di John ne uscì irrimediabilmente rovinata e divenne lo zimbello d’America. Perseguitato dalla stampa e dopo un altro tentativo, fortunatamente andato a vuoto, di essere messo nuovamente sotto processo disse addio al mondo dell’insegnamento e intraprese una carriera nel mondo dell’industria petrolifera.

Si spegnerà nel 1970, solo 5 anni dopo l’abolizione del Butler’s Act.

La vita di John Scopes merita di essere ricordata perché fu un disobbediente senza paura. Sfidò il bigottismo della Bible Belt americana pur di affermare un principio e ne fu distrutto professionalmente ed emotivamente.

La sua storia ci insegna a difendere le nostre opinioni e a non aver paura di lottare per esse. 

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *