Frida Khalo

Frida Khalo: icona accigliatissima dell’arte

Iconica e affascinante, Frida Khalo o semplicemente Freeeda perché se la nomini in pubblico devi avere una certa ampiezza nel pronunciare le vocali, è la pittrice messicana più famosa del mondo. E su questo non ci sono dubbi.

Celebrata più per la sua storia personale che per le sue opere, della pittrice purtroppo si considera più il personaggio che la sua arte.

Diventata infatti icona e oggetto di idolatria dei movimenti LGBTQI YPSLON, miniera d’oro per i venditori di poster a dieci euro, stampatori di borse per la spesa e missionari del kamasutra, Frida, all’anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, è anche il nome di una pizzeria di grido nella città di Palermo.

Da anni l’immagine di questa donna straordinaria è difatti divenuta un oggetto di consumo su larga scala; e se in casa pertanto non hai una foto di Frida Khalo intenta ad unire le sopracciglia in un’unica grande siepe, allora non sei veramente gay friendly! Lo dicono le principali ricerche scientifiche sull’omofobia, un’amica di nome Matilde e un accendino che ti guarda incazzato venduto a soli 12 euro.

Non si sa bene perché e quando, ma ad una certa, la triste storia personale della Khalo, vittima di un incidente autostradale che ne compromise l’esistenza, è divenuta, per via di alcune teorie sulla sua bisessualità e al pari dei cappottini per i Chihuahua, anch’essi messicani, elemento essenziale dell’orgoglio gay al punto da far passare in secondo piano la figura stessa dell’artista.

Frida Khalo disegnata da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Orgoglio a parte, pensando a Frida, non si può dunque disconoscere l’idea che della fama e del talento nella cultura di massa sia rimasto ben poco in favore di un’isteria collettiva che tende a premiarne un’immagine presunta. Una storia falsata, al punto che se provi a chiedere ad uno qualsiasi dei suoi fans di parlare dei lavori artistici della stessa, la buttano in caciara parlando della malattia, dell’incidente e del marito traditore.

E questo, nel lungo periodo, diventa un po’ imbarazzante perché molto spesso queste risposte sono date da venditrici di femminismo incazzoso, da donne incazzose, eccetera eccetera e dunque, a farla breve, da persone incazzose che probabilmente della Khalo apprezzano più l’accigliatura che la professione.

In sostanza, presumibilmente, non sono delle vere e proprie femministe, donne o persone, ma semplicemente delle entità incazzose che vestono Desigual o moda mercatino dell’usato, semplicemente per assumere un’identità.

Qualsiasi essa sia.

p.s.

se volete inviare una protesta per questo testo scrivere una mail a esticazzi@ilmalvagio.it

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