cBruce Springsteen: il Ligabue che ce l’ha fatta

Bruce Springsteen: il Ligabue che ce l’ha fatta

Boss è una parola che hanno in comune almeno tre categorie di persone: musicisti, mafiosi e datori di lavoro; di boss ne abbiamo conosciuti tanti, ma l’unico, eterno e inimitabile non è Totò Riina e neppure Oscar Farinetti, ma il solo e insuperabile Bruce Springsteen: la voce rauca del rock americano.

Chiamato da sempre il Boss, si racconta che veniva chiamato per le abilità stupefacenti che lo stesso avrebbe avuto nel gioco del Monopoli. E non stiamo scherzando.

Springsteen, nato a Long Branch che non è il finale scontato di un matrimonio tra una calabrese ed un napoletano, ma una cittadina del New Jersey, è l’uomo che ha inventato i concerti che finiscono per sfinimento e dei jeans strappati per calarsi in qualsiasi contesto.

Famoso per aver diffuso la parola born adoperandola in tutte le sue canzoni in stile writer innamorato del proprio nome, è anche il gestore di un’attività fiorente avviata qualche decennio prima da Elvis Presley: la raccolta indifferenziata di reggiseni.

Con 120 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, 65 milioni solo negli Stati Uniti e una copia a Correggio, Bruce Springsteen è considerato un Luciano Ligabue con dieci anni di più, qualche abilità di scrittura e una buona voce.

Bruce Springsteen disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Nel 1997 durante una tournee con tappa a Napoli, acclamato dai fan assediati sotto al teatro Augusteo, improvvisò un concerto da una finestrella; un evento che deluse tutti perché ci si aspettava una versione live di “’o latitante” al posto di un’improvvisata versione di “Thunder road”. Il boss infatti, fu scambiato dai passanti per un altro grande boss della canzone napoletana e dal nome anglosassone, Tommy Riccio.

“Nu latitante nun tene cchiu niente
Luntano rr’o bbene a nascuse da gente
Lurtimo amico a deventa importante
Pe fa nu regalo a chi aspett’e a papa”

Chiarito lo scambio di persona, al Boss, vennero comunque riservati applausi, baciate di mano, sfogliatelle, sfogliatelle a forma di reggiseni, reggiseni a forma di babà e pastiere bruciacchiate in onore del suo primo album “Born to run”.

Destinatario di 1 Oscar, 1 Tony Award, il Kennedy Center Honor per aver contributo alla diffusione della cultura degli Stati Uniti nel mondo, 20 Grammy e 2kg di cioccolata, questo artista straordinario ha saputo, con la forza della musica, imporre al pianeta un vero e proprio modo di vivere: l’alcolizzato ripulito.

Impegnato nella vendemmia, il 23 settembre 2020 ha compiuto 70 anni regalandosi un nuovo disco intitolato “Western Stars” che contiene il singolo “Letter to you” che segue al più introspettivo “Letter for me” che insieme e in vista del natale, diventeranno un cofanetto dal titolo “Letters for and from santa claus”. Alla tua salute Boss.

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