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Francesco: il Papa rock che ha rivoluzionato la chiesa

Papa Francesco, all’anagrafe Jorge Mario Bergoglio che tutti chiamano “Checco Er Pope”, è la più grande rivoluzione culturale accaduta nell’ultimo ventennio; definito dai suoi nemici giurati l’anticristo, da quando è stato chiamato al ruolo di successore di Pietro, ha avviato un cambiamento radicale all’interno dell’istituzione che rappresenta.

Er Pope è un arzillo vecchietto nato a Buenos Aires in Argentina nel 1936, classe che condivide con Silvio Berlusconi, Burt Reynold, Achille Occhetto, Pippo Baudo e tanti altri; uomo apparentemente mite e dal sorriso sempre pronto e gioviale ha uno sguardo furbo e intelligente capace di fregare quei fessacchiotti conservatori della Chiesa.

Francesco infatti, fin dal primo momento del suo mandato ha saputo dare alla Chiesa quello che negli ultimi duemila anni nessuno aveva neppure immaginato: una guida vestita di bianco ma in stato di sobrietà.

Governatore dello Stato nello Stato, Checco Er Pope, ha imposto all’istituzione più longeva della storia, successo che condivide con l’antica “mignotteria la salaria”, un’identità saldamente votata al prossimo, all’accoglienza, alla fratellanza e alla povertà.

Insomma, ha rotto i coglioni.

Un fatto questo, che ha creato non pochi problemi e malumori all’interno di quella combriccola di preti, cardinali, pretinali e cardipreti mattacchioni, che molto spesso hanno scambiato i valori della religione per i dieci comandamenti della criminalità organizzata.

La chiesa infatti, con moltissime eccezioni ovviamente, ha perso via via pezzi della sua credibilità votando la propria esistenza al potere, alla distribuzione dello stesso e a tempo perso, arraffando e distribuendo denaro agli amici. In sostanza, a farla breve, scambiando l’istituzione più importante della cristianità per un casinò di Las Vegas, con la differenza che i matrimoni sono reali, le slot machine vanno alimentate coi soldi delle offerte e il tradimento trasformato in un peccato solo se a compierlo sono gli altri.

A guardarci dentro in effetti, la storia bimillenaria della chiesa cattolica non ha trasmesso al popolo l’immagine di un’istituzione osservante in toto delle regole che professa: tra pedofilia, incesti, Papi con figli illegittimi, scandali finanziari, rapimenti, uccisioni e scandali sessuali, i più, si sono convinti che il marchio “made in vaticano” non fosse altro che un brend per compiere qualsiasi nefandezza facendola franca. Senza voler fare paragoni con nomi e cognomi, più o meno come una qualsiasi sigla di partito che ha governato l’Italia nella sua storia repubblicana.

Papa Francesco disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Al buon vecchio Pope tutto questo non è mai andato giù e il fatto che sempre più cristiani preferissero pornhub alle messe della domenica, un segnale che fosse giunta l’ora di cambiare l’aria alle oltre mille stanze della casa di Pietro.

Sospettoso come solo gli argentini sanno essere da quando nel 1994 inibirono a Maradona la partecipazione alla fase finale dei mondiali americani, con uno scandalo creato si dice ad arte, Checco, ha svolto il ruolo di tagliatore di teste e moralizzatore della chiesa utilizzando un grande classico da manuale del grande leader: l’esempio.

Ha rinunciato al crocifisso d’oro, alle scarpe di Prada, al bastone d’oro da parata, ai cannoli della domenica, al tatuaggio di Gesoux sulla schiena e alla bifamiliare per famiglie numerose del Palazzo Apostolico, anche se, per quest’ultima delle cose, i maligni vociferano che sia stata una scelta legata alla propria sicurezza. E in effetti, a pensarci bene, la morte sospetta di Albino Luciani, un altro Papa rivoluzionario avvenuta a soli 33 giorni dalla proclamazione per presunto avvelenamento, deve essere stata una motivazione abbastanza convincente.

Attaccato dall’interno e dall’esterno, con la guida di Francesco, sono nate scissioni, proteste, bande armate di preghiere, baciatori di crocifissi, patenti di cristianità in purezza e sono arrivati persino i nuovi urlatori della parola di Dio.

Come risposta, Bergoglio Jorge Mario, ha rispolverato lo strumento della scomunica, la squalifica dai campi di gioco a croce latina e il ritiro del passaporto vaticano.

Omosessuali e Co, compresi i divorziati, sono finalmente accolti nella casa di Dio, considerati e rispettati, così come accaduto agli ultimi che nel passato sono stati un claim positivo per promuovere le grandissime campagne pubblicitarie per la raccolta di solidarietà.

La politica internazionale lo promuove quale grandissimo leader di sinistra, un’attestazione certificata dall’odio promosso dai grandi venditori di fumo del sovranismo. Da Trump a Salvini infatti, Er Pope, è al centro del mirino dei grandi negazionisti dell’animo umano, convinti che la religione sia ancora un carro da guidare col falso moralismo e i tacchi a squillo.

Francesco è un vero Papa e al di là di come andranno le cose, rimarrà una frattura nella storia della chiesa. Un modello illuminante di ciò che le istituzioni possono fare attraverso l’esercizio dell’esempio. Grazie Checco.

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