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Diego Armando Maradona: il campione fragile

Prima di cominciare questa avventura narrativa dobbiamo chiarire una cosa: questa biografia, non entrerà nel merito della diatriba sul più forte giocatore di calcio esistito fin qui, che per noi è appunto…

Ah ah ah.

Diego Armando Maradona, il ragazzo d’oro, la mano di Dio, la coscia di platino, la caviglia fragile, il cuore debole, il naso che prude, l’occhiolino facile, il daje de tacco, daje de punta, quant’è bbona la sora assunta e tira lo spago e tira col naso…l’importante è che se tiraaa…

Diego Armando Maradona è principalmente un essere umano e come tale va trattato pur essendo l’uomo con più appellativi che conosca, per tutti noi resterà sempre e solo Diego.

Diego, che ormai c’ha pure una certa età, potrebbe essere il genitore presunto di ognuno di voi e quando diciamo questo, dovreste prenderci in parola. N.N. dagli anni ‘80 in poi è diventata una sigla per celare una paternità attribuibile a Diego Armando Maradona.

Maradona infatti è famoso per aver fatto l’amore con metà delle donne del pianeta, attratte dalla fama e dal pelo leopardato e quindi, con molta probabilità, anche il padre di un certo numero di figli conosciuti oltre ad una serie in attesa di riconoscimento.

Il più noto tra questi, tale Diego Jr., arrivò da una relazione clandestina in quel di Napoli, terra di cui si è nutrito per diventare una delle leggende dello sport più popolare del mondo, ma anche, città che lo ha reso definitivamente vittima di sé stesso.

Il sesso, la droga, la fama e la convinzione di essere un Dio in terra con la sensazione di onnipotenza nelle tasche e la sudditanza degli altri sul campo. Un fenomeno puro con un talento capace di trasformare l’acqua in vino. Poteri che fanno esclamare ad ogni colpo: oh mio Dio! Ma cosa ha fatto!

Anche quando quel tocco, veniva destinato al culo di una brasiliana dei quartieri di Napoli.

<<Maradonaaaa è megl ‘e Peleeee

ci hanno fatto ‘o mazz’ tant pe ‘ll ave’!

Maradona facce sunna’, nu scudetto puortancill’ ‘a parte ‘e cca’…>>

Diego Armando Maradona disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Diego è senza dubbio un’opera d’arte moderna, in grado di dividere e far discutere gli astanti, sognare gli ammiratori e fomentare gli odiatori. Maradona infatti, è un uomo da colpire sempre e comunque con l’arma del pregiudizio senza un perché, colpi che si sferrano per ferire e giudicare una persona che nella sostanza è solo sé stessa.

Il ragazzo d’oro vive la sua personale fetta d’esistenza con la passione e la di tamarraggine latina che fa esattamente parte del personaggio che non è, ma della sostanza dell’uomo che è. Maradona coi suoi capricci, con le sue bizzarrie, con la sua forza resterà per sempre un essere umano qualunque, povero o ricco, acclamato o odiato, ti riceverà in casa con ai piedi le ciabattine da mare celestine, torso nudo e calzoni da calcetto.

Diego infatti, è un campione di vera umiltà, che poi, diciamocela tutta essere s’è stessi è solo un atto di onestà. Allora viva le ciabatte, viva il barbecue sullo sfondo e viva pure la canottiera bianca.

Per una volta dovremmo smetterla con questo pregiudizio, un sentimento che guarda solo alla propria persona. E se Maradona è stato nello stesso momento amico di Fidel, di Troisi, di tantissima gente comune, madri, padri, trans, prostitute, è solo il frutto perché dotato di una grandissima capacità di essere naturale.

La forza della personalità che lo promuoveva a leggenda del calcio passando per i baci sulla bocca a Caniggia o a prendere una posizione politica precisa in favore delle “madri coraggio” del suo paese.

Grazie Diego, avremmo tutti voluto essere spettatori del tuo talento eterno.

<<Maradona, mo’ ca stai cca’,

levancillo ‘o scuorno ‘a faccia a sta citta’

Maradona, nun puo’ sbaglia’,

tu pe nnuje si frat’, pate e si’ mamma’…

Maradona piensace tu,

si mo’ nun succere nun succere cchiu’…>>

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