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Luciano Pavarotti: voce inconfondibile della musica

Il tenore per antonomasia, una voce capace di incantare canticchiando persino l’elenco telefonico di Pizzo Calabro. Luciano Pavarotti, Big Luciano, la colonna portante dei “Tre Tenori” è stato l’ambasciatore del bel canto in giro per il mondo. Ha duettato con chiunque grazie ai suoi “Pavarotti and Friends”, con la rara capacità di far sembrare bravo anche il più stonato. Carmelo Di Gesaro ci racconta la vita e le passioni dell’uomo Luciano e ci permetterà di provare a rispondere ad una delle domande più importanti di questo secolo: ma l’imitatore che durante i Festival di Sanremo andava in giro facendosi passare per Pavarotti, adesso cosa fa?

Testo: Carmelo Di Gesaro
Voce: Edoardo Camponeschi e Ménéstrandise Audiolibri
Disegni: Anna Francesca Schiraldi e Schiraldi Art

Luciano Pavarotti disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia
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Steven Spielberg: il tipico primo della classe

Regista di talento, accumulatore seriale di premi Oscar e Golden Globe, Steven Spielberg è la garanzia del grande cinema hollywoodiano. Grazie ai suoi film ci siamo commossi, abbiamo riso e ci siamo innamorarti. A volte a fare tutte queste cose insieme! Da Schindler’s List allo Squalo passando per i vari Indiana Jones, le opere di Spielberg sono la passione per milioni di persone, un successo che lo ha reso una leggenda vivente. Tutto quello che volevate sapere e anche quello che non avreste mai osato chiedere e se lo volevate chiedere non l’avete fatto su Steven Spielberg attraverso la penna di Carmelo Di Gesaro.

Testo: Carmelo Di Gesaro
Voce: Edoardo Camponeschi e Ménéstrandise Audiolibri
Disegni: Anna Francesca Schiraldi e Schiraldi Art

Steven Spielberg disegnato dalla nostra Anna Francesca Schiraldi la Malvagia
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Tiger Woods: il campione dipendente

Tiger Woods è stato, insieme al protagonista del cartone animato “Tutti in campo con Lotti”, uno dei pochi golfisti capaci di suscitare interesse nelle persone. Fenomeno con la mazza, sia dentro che fuori dal green, lo statunitense rientra a pieno titolo nella categoria delle leggende viventi: vanta il maggior numero di relazioni extraconiugali confessate, detenendo pure il record di vittorie nelle gare di cicchetto in 48 stati. Carmelo Di Gesaro ci racconta le imbarazzanti verità dietro, davanti, sotto e sopra del più grande giocatore di golf della storia.

Testo: Carmelo Di Gesaro
Voce: Edoardo Camponeschi e Ménéstrandise Audiolibri
Disegni: Anna Francesca Schiraldi e Schiraldi Art

Tiger Woods disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia
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Bruce Lee: il cinese volante

Con le sue grida ha terrorizzato l’Occidente, l’Oriente, il polo Nord, Sud e qualcosa di più. L’artista marziale più iconico di sempre, l’unico essere umano capace di anticipare le sue mosse con le urla di un gatto in amore: Bruce Lee.
Bruce Lee è l’uomo che ha riunito America e Cina grazie ad un sentimento controverso: l’amore per i “picchia duro”. Traghettatore del genere, ha invogliato milioni di bambini ad iscriversi a improbabili corsi di Karate, Judo e preparazione di involtini primavera. Filosofo, scrittore, attore e regista tra un film e l’altro è stato capace di ideare un nuovo stile il “Jeet Kune Do” oltre ad essere stato l’unico ad aver preso a calci nel culo Chuck Norris.
Carmelo di Gesaro ci racconta quello che non sapevamo di aver bisogno di conoscere su Bruce Lee.

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Moana Pozzi: inventrice della libertà

Protagonista dei sogni erotici degli italiani. Bella, sensuale e intelligente, Moana Pozzi seppe sconvolgere le ipocrisie morali della gente offrendo una immagine del porno diversa, l’idea di un amore libero senza vergogna. Responsabile morale della perdita di diottrie di milioni di ragazzi, Moana Pozzi era un mito ancora prima di una morte prematura.
Carmelo Di Gesaro racconta la vera Moana Pozzi, colei che liberò l’Italia dai falsi pudori e ricaricò l’autostima di un esercito di pugnettari.

Testo: Carmelo Di Gesaro
Voce: Edoardo Camponeschi e Ménéstrandise Audiolibri
Disegni: Anna Francesca Schiraldi e Schiraldi Art

Moana Pozzi disegnata da Anna Fancesca Schiraldi la Malvagia
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Episodio speciale – Zerocalcare: il disincrostante a matita

Michele Rech, in arte Zerocalcare, disegnatore tra i più famosi e dissacranti d’Italia è il protagonista di questa puntata speciale di 30 biografie, omaggio al suo ultimo libro “a babbo morto” in libreria a partire da oggi 12 novembre 2020.
Sommo divulgatore della filosofia dello “Stocazzo”, Zerocalcare è uno scrupoloso osservatore della società contemporanea con la capacità di far sorridere senza mai smettere di riflettere.
Dall’emergenza Covid alla questione Siriana, Michele racconta il mondo con gli occhi di un uomo cresciuto a Rebibbia mentre Carmelo Di Gesaro ci racconta la sua vita, la carriera e i motivi per cui uno come Zerocalcare non può che starti simpatico nonostante le tute acetate.

Zerocalcare disegnato da Anna Fancesca Schiraldi la Malvagia

Testo: Carmelo Di Gesaro
Voce: Edoardo Camponeschi e Ménéstrandise Audiolibri
Disegni: Anna Francesca Schiraldi e Schiraldi Art

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Diego Armando Maradona: il campione fragile

Prima di cominciare questa avventura narrativa dobbiamo chiarire una cosa: questa biografia, non entrerà nel merito della diatriba sul più forte giocatore di calcio esistito fin qui, che per noi è appunto…

Ah ah ah.

Diego Armando Maradona, il ragazzo d’oro, la mano di Dio, la coscia di platino, la caviglia fragile, il cuore debole, il naso che prude, l’occhiolino facile, il daje de tacco, daje de punta, quant’è bbona la sora assunta e tira lo spago e tira col naso…l’importante è che se tiraaa…

Diego Armando Maradona è principalmente un essere umano e come tale va trattato pur essendo l’uomo con più appellativi che conosca, per tutti noi resterà sempre e solo Diego.

Diego, che ormai c’ha pure una certa età, potrebbe essere il genitore presunto di ognuno di voi e quando diciamo questo, dovreste prenderci in parola. N.N. dagli anni ‘80 in poi è diventata una sigla per celare una paternità attribuibile a Diego Armando Maradona.

Maradona infatti è famoso per aver fatto l’amore con metà delle donne del pianeta, attratte dalla fama e dal pelo leopardato e quindi, con molta probabilità, anche il padre di un certo numero di figli conosciuti oltre ad una serie in attesa di riconoscimento.

Il più noto tra questi, tale Diego Jr., arrivò da una relazione clandestina in quel di Napoli, terra di cui si è nutrito per diventare una delle leggende dello sport più popolare del mondo, ma anche, città che lo ha reso definitivamente vittima di sé stesso.

Il sesso, la droga, la fama e la convinzione di essere un Dio in terra con la sensazione di onnipotenza nelle tasche e la sudditanza degli altri sul campo. Un fenomeno puro con un talento capace di trasformare l’acqua in vino. Poteri che fanno esclamare ad ogni colpo: oh mio Dio! Ma cosa ha fatto!

Anche quando quel tocco, veniva destinato al culo di una brasiliana dei quartieri di Napoli.

<<Maradonaaaa è megl ‘e Peleeee

ci hanno fatto ‘o mazz’ tant pe ‘ll ave’!

Maradona facce sunna’, nu scudetto puortancill’ ‘a parte ‘e cca’…>>

Diego Armando Maradona disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Diego è senza dubbio un’opera d’arte moderna, in grado di dividere e far discutere gli astanti, sognare gli ammiratori e fomentare gli odiatori. Maradona infatti, è un uomo da colpire sempre e comunque con l’arma del pregiudizio senza un perché, colpi che si sferrano per ferire e giudicare una persona che nella sostanza è solo sé stessa.

Il ragazzo d’oro vive la sua personale fetta d’esistenza con la passione e la di tamarraggine latina che fa esattamente parte del personaggio che non è, ma della sostanza dell’uomo che è. Maradona coi suoi capricci, con le sue bizzarrie, con la sua forza resterà per sempre un essere umano qualunque, povero o ricco, acclamato o odiato, ti riceverà in casa con ai piedi le ciabattine da mare celestine, torso nudo e calzoni da calcetto.

Diego infatti, è un campione di vera umiltà, che poi, diciamocela tutta essere s’è stessi è solo un atto di onestà. Allora viva le ciabatte, viva il barbecue sullo sfondo e viva pure la canottiera bianca.

Per una volta dovremmo smetterla con questo pregiudizio, un sentimento che guarda solo alla propria persona. E se Maradona è stato nello stesso momento amico di Fidel, di Troisi, di tantissima gente comune, madri, padri, trans, prostitute, è solo il frutto perché dotato di una grandissima capacità di essere naturale.

La forza della personalità che lo promuoveva a leggenda del calcio passando per i baci sulla bocca a Caniggia o a prendere una posizione politica precisa in favore delle “madri coraggio” del suo paese.

Grazie Diego, avremmo tutti voluto essere spettatori del tuo talento eterno.

<<Maradona, mo’ ca stai cca’,

levancillo ‘o scuorno ‘a faccia a sta citta’

Maradona, nun puo’ sbaglia’,

tu pe nnuje si frat’, pate e si’ mamma’…

Maradona piensace tu,

si mo’ nun succere nun succere cchiu’…>>

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Francesco: il Papa rock che ha rivoluzionato la chiesa

Papa Francesco, all’anagrafe Jorge Mario Bergoglio che tutti chiamano “Checco Er Pope”, è la più grande rivoluzione culturale accaduta nell’ultimo ventennio; definito dai suoi nemici giurati l’anticristo, da quando è stato chiamato al ruolo di successore di Pietro, ha avviato un cambiamento radicale all’interno dell’istituzione che rappresenta.

Er Pope è un arzillo vecchietto nato a Buenos Aires in Argentina nel 1936, classe che condivide con Silvio Berlusconi, Burt Reynold, Achille Occhetto, Pippo Baudo e tanti altri; uomo apparentemente mite e dal sorriso sempre pronto e gioviale ha uno sguardo furbo e intelligente capace di fregare quei fessacchiotti conservatori della Chiesa.

Francesco infatti, fin dal primo momento del suo mandato ha saputo dare alla Chiesa quello che negli ultimi duemila anni nessuno aveva neppure immaginato: una guida vestita di bianco ma in stato di sobrietà.

Governatore dello Stato nello Stato, Checco Er Pope, ha imposto all’istituzione più longeva della storia, successo che condivide con l’antica “mignotteria la salaria”, un’identità saldamente votata al prossimo, all’accoglienza, alla fratellanza e alla povertà.

Insomma, ha rotto i coglioni.

Un fatto questo, che ha creato non pochi problemi e malumori all’interno di quella combriccola di preti, cardinali, pretinali e cardipreti mattacchioni, che molto spesso hanno scambiato i valori della religione per i dieci comandamenti della criminalità organizzata.

La chiesa infatti, con moltissime eccezioni ovviamente, ha perso via via pezzi della sua credibilità votando la propria esistenza al potere, alla distribuzione dello stesso e a tempo perso, arraffando e distribuendo denaro agli amici. In sostanza, a farla breve, scambiando l’istituzione più importante della cristianità per un casinò di Las Vegas, con la differenza che i matrimoni sono reali, le slot machine vanno alimentate coi soldi delle offerte e il tradimento trasformato in un peccato solo se a compierlo sono gli altri.

A guardarci dentro in effetti, la storia bimillenaria della chiesa cattolica non ha trasmesso al popolo l’immagine di un’istituzione osservante in toto delle regole che professa: tra pedofilia, incesti, Papi con figli illegittimi, scandali finanziari, rapimenti, uccisioni e scandali sessuali, i più, si sono convinti che il marchio “made in vaticano” non fosse altro che un brend per compiere qualsiasi nefandezza facendola franca. Senza voler fare paragoni con nomi e cognomi, più o meno come una qualsiasi sigla di partito che ha governato l’Italia nella sua storia repubblicana.

Papa Francesco disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Al buon vecchio Pope tutto questo non è mai andato giù e il fatto che sempre più cristiani preferissero pornhub alle messe della domenica, un segnale che fosse giunta l’ora di cambiare l’aria alle oltre mille stanze della casa di Pietro.

Sospettoso come solo gli argentini sanno essere da quando nel 1994 inibirono a Maradona la partecipazione alla fase finale dei mondiali americani, con uno scandalo creato si dice ad arte, Checco, ha svolto il ruolo di tagliatore di teste e moralizzatore della chiesa utilizzando un grande classico da manuale del grande leader: l’esempio.

Ha rinunciato al crocifisso d’oro, alle scarpe di Prada, al bastone d’oro da parata, ai cannoli della domenica, al tatuaggio di Gesoux sulla schiena e alla bifamiliare per famiglie numerose del Palazzo Apostolico, anche se, per quest’ultima delle cose, i maligni vociferano che sia stata una scelta legata alla propria sicurezza. E in effetti, a pensarci bene, la morte sospetta di Albino Luciani, un altro Papa rivoluzionario avvenuta a soli 33 giorni dalla proclamazione per presunto avvelenamento, deve essere stata una motivazione abbastanza convincente.

Attaccato dall’interno e dall’esterno, con la guida di Francesco, sono nate scissioni, proteste, bande armate di preghiere, baciatori di crocifissi, patenti di cristianità in purezza e sono arrivati persino i nuovi urlatori della parola di Dio.

Come risposta, Bergoglio Jorge Mario, ha rispolverato lo strumento della scomunica, la squalifica dai campi di gioco a croce latina e il ritiro del passaporto vaticano.

Omosessuali e Co, compresi i divorziati, sono finalmente accolti nella casa di Dio, considerati e rispettati, così come accaduto agli ultimi che nel passato sono stati un claim positivo per promuovere le grandissime campagne pubblicitarie per la raccolta di solidarietà.

La politica internazionale lo promuove quale grandissimo leader di sinistra, un’attestazione certificata dall’odio promosso dai grandi venditori di fumo del sovranismo. Da Trump a Salvini infatti, Er Pope, è al centro del mirino dei grandi negazionisti dell’animo umano, convinti che la religione sia ancora un carro da guidare col falso moralismo e i tacchi a squillo.

Francesco è un vero Papa e al di là di come andranno le cose, rimarrà una frattura nella storia della chiesa. Un modello illuminante di ciò che le istituzioni possono fare attraverso l’esercizio dell’esempio. Grazie Checco.

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Sean Connery: il più bello e sexy di tutti (episodio speciale)

Vincitore di un Premio Oscar, tre Golden Globe (compreso l’Henrietta Award e quello alla carriera), due Premi BAFTA, 1 kg di pasta Voiello trafilata al bronzo e due agnelli alla festa del Santo Patrono di Caltavuturo, Sean Connery è da sempre l’uomo più sexy del pianeta.

Se infatti uno dei vostri vicini si chiama SCION (esSe Cci Ii Oo eNne), dovreste sapere che con molta probabilità il motivo è dovuto al fatto che i genitori fossero dei fan dell’attore scozzese.

E se Sean non è altro che la volgarizzazione irlandese del nome John, SCION (esSe Cci Ii Oo eNne) è la risultanza poraccia di Sean che deriva appunto da Sean di Sean Connery.

Scomparso a soli novant’anni il 31 di ottobre del 2020, arrivò alla fama planetaria grazie all’interpretazione dell’agente segreto inglese 007; un successo che lo trasformò da attore brillante a icona sexy fino a diventare il padre putativo di una generazione di SCION (esSe Cci Ii Oo eNne).

Produttore cinematografico e tifosissimo dei Glasgow Rangers, Connery tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 rappresentava tutto ciò che un uomo doveva essere in quegli anni: figo, amante selvaggio, spregiudicato, pilota di autovetture veloci e talvolta alcolizzato.

Sean Connery disegnato da Anna Francesca Schiraldi la Malvagia

Se volevi essere come James Bond dovevi anche pronunciare il tuo nome in principio ad una qualsiasi discussione, un po’ come farebbe oggi un rapper all’inizio di una sua canzone. Ma non è finita qui, dovevi provarci con qualsiasi donna ti passasse a tiro e, tra una pomiciata e l’altra, sconfiggere cattivi di ogni sorta a partire dalla suocera.

Amato e idolatrato, Sean Connery, nonostante fosse diventato pelato all’età di 17 anni, è stato considerato fino alla fine dei suoi giorni, un sex symbol irraggiungibile; elegante e sfrontato, non senza capelli eh, ottenne l’oscar nel 1988 come attore non protagonista ne ‘Gli intoccabili’ a fianco di Robert De Niro e Kevin Costner che appunto, durante tutto il film, tentavano l’approccio al volo con l’attore per scattarsi un selfie, non riuscendoci mai.

Nel film di Brian De Palma, Connery, nei panni di Paolo Frajese, da sempre molto geloso della sua privacy e dei suoi servizi giornalistici in tv, seppe replicare al meglio tutte le tecniche apprese durante le fughe da James Bond, per sfuggire dalle grinfie di Gabriele Paolini e Mauro Fortini (De Niro e Costner), fanatici acchiappa vip e disturbatori.

Diventato vegano nel 2011, si impegnò duramente per la salvaguardia dell’ambiente e prese parte alla battaglia per far chiamare il cibo vegano con gli stessi nomi dei prodotti a base di carne che replicavano.

Forte sostenitore dell’indipendenza scozzese, era solito indossare pubblicamente il Kilt, abbigliamento che fu fonte d’ispirazione per girare le riprese di “Quando la moglie è in vacanza” dove, con la famosa scena della grata, Marilyn Monroe, vestita di un abito bianco e con un cocktail in mano, si dimenava intenta a proteggere l’intimità da una folata di vento proveniente dal basso.

Addio Sean, Sean Connery, insegna agli angeli a presentarsi.

Charles Bukowski

Charles Bukowski: il capitano di una nave che non affonda

Di capitani nella vita ne abbiamo conosciuti tanti, pure troppi; Franco Baresi, Capitan Findus, Capitan Fracassa, ma il vero, unico, capitano, resterà sempre lui: Charles Bukowski.

Lo so, vi starete adesso chiedendo ma capitano de che?

E calma, adesso ve lo diciamo!

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., noto con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario, o Charlie Birrowski per gli amici, è un poeta-scrittore, famoso ai più per essere associato suo malgrado, agli status Facebook delle persone più imbecilli della vostra lista di contatti.

Autore prolifico, legato alla corrente letteraria chiamata del “realismo sporco” e cioè quel realismo descritto senza troppi eufemismi, quindi non quello malvagio a cui stavate pensando voi, è infatti finito nella rete dei retwittatori seriali che non sapendo cosa scrivere affidano i propri pensieri e principalmente i loro selfie, al capitano della corrente dei coglioni incapaci di scrivere qualcosa.

Non è colpa sua, è evidente, però quelle parole frutto di una birra tra amici, nella testa dei seguaci, esprimono le stesse sensazioni, le stesse emozioni che si provano condividendo un selfie scollacciato e ammiccante ripetuto cento volte alla ricerca della giusta esposizione.

Scrittore di sessanta libri e migliaia di poesie, probabilmente morirebbe una seconda volta se fosse a conoscenza del risultato prodotto dal suo lavoro, eppure, questa “sfortuna” è anche la sua forza (semi cit.); è riuscito infatti a sopravvivere al destino triste dei poeti, grazie a gruppi meravigliosi come: “un po’ acida e un po’ melense”, “brutti ma buoni”, “un po’ triste e un po’ depressa”, “l’inconsistenza e l’incontinente bellezza dell’essere”, “l’eleganza del Pincio” e via discorrendo.

Nato in Germania, vissuto negli Stati Uniti, per anni è stato vittima di un tremendo bullismo per via del suo volto butterato e dei vestiti da femminiello che i genitori gli imponevano di indossare. Grazie ai fiumi di alcol in corpo e nelle opere, ha riscattato quell’infanzia, con una vita da amatore occasionale, forse da figlio di puttana, che in seguito ha raccontato, senza troppe censure, tra le più amate pagine dei suoi libri.

Charles Bukowski disegnato da Anna Fancesca Schiraldi la Malvagia

«Come cazzo è possibile che ad un uomo piaccia essere svegliato alle 6.30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare, pisciare, lavarsi i denti e pettinarsi, poi combattere contro il traffico, per finire in un posto dove essenzialmente fai un sacco di soldi per qualcun altro e ti viene chiesto di essere grato per l’opportunità di farlo?»

(Bukowski sul lavoro, in Factotum)

Bukowski ha scritto anche cose buone, solo che non si recuperano facilmente in un sito di aforismi, per cui, ci toccheranno a vita riflessioni essenziali quali:

“Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!” oppure “A volte ho la sensazione di essere solo al mondo. Altre volte ne sono sicuro.” E ancora “Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.”

Questa del sorriso poi, è una cosa che sarebbe ora che la finissimo per sempre di sottolineare. Del vostro sorriso, non importa niente a nessuno. Addio Charles, insegna agli angeli come twittare con una mano sola, mentre con l’altra, ci si spara una sega.